Nepal: considerazioni generali sul mio viaggio di 3 settimane

Nepal: considerazioni generali sul mio viaggio di 3 settimane

Pensieri utili al viaggiatore che andrà in Nepal (e altri sempre validi)

Appena arriverete in centro a Kathmandu, vi renderete conto del traffico esagerato che riempie la città. Nonostante esistano qua e là le strisce pedonali, dovete sapere che per chi sfreccia sulle strade con il proprio mezzo, esse non hanno nessun valore. Quindi non pensiate di essere al sicuro solo perché siete sulle strisce. Non è così. 

Per attraversare la strada infatti vi consiglio vivamente, specialmente all’inizio che non ci avete ancora fatto l’abitudine e i peli sullo stomaco, di unirvi a una persona del posto; c’è sempre qualcuno che prima o dopo deve attraversare dove dovete farlo voi. 
Se invece vi sentite pronti a rischiare la pelle (scherzo, ma non troppo), semplicemente buttatevi quando vi sembra leggermente meno trafficato e fate segno alle macchine che vi verrano quasi addosso di fermarsi. 

Palmo ben aperto, braccio disteso verso i musi sferraglianti, atteggiamento sicuro di sé e conquistate la meta, metro dopo metro. Vi assicuro che vi sentirete prima miracolati, poi invincibili e poi di nuovo tranquilli come dei veri locals. 

Parlando con il mio amico bengalese M., il giorno che stavamo andando a Bhaktapur (partendo da Kathmandu), a un certo punto mi chiede se era la prima volta che viaggiavo in Asia, al che io gli rispondo affermativamente e lui mi guarda con tanto d’occhi e mi dice, (ovviamente in inglese): “davvero? tutto il mio rispetto ragazza! attraversi la strada da vera local ormai!”. Siamo scoppiati a ridere di gusto. 

Nepal: considerazioni generali sul mio viaggio di 3 settimane

In tragitti lunghi, tipo Kathmandu-Pokhara, che vi ricordo essere 7/8 ore di bus a seconda del traffico, farete circa 3 soste. Una sosta bagno molto breve, una di 20 min per mangiare e una finale ancora per il bagno. 
Portatevi quindi sempre uno snack se avete problemi a mangiare il cibo locale ma soprattutto la carta igienica o dei fazzoletti, perché non troverete mai la carta nei wc.  

Un altro utile accorgimento -anche se sono certa che ve ne renderete conto presto da voi- è: non fidarsi mai delle parole come Luxury, Resort e similari. Non è mai così, a meno che davvero voi non siate ricchi stra ricchi e vogliate l’albergo 20 stelle plus, allora lì sì, troverete il lusso, ma appena mettere il piedino dorato fuori dalla porta dell’hotel, ripiomberete nella realtà davvero poco luxury del Nepal.

So che sembra un consiglio scemo, ma vi assicuro che ogni tanto sarete tentati da quel senso di comfort e tranquillità che vi darà una parola come “resort”. E invece no. Non lo troverete. Non cascateci.

Se poi, come credo farete, dovrete spostarvi da un luogo all’altro, i taxi sono la soluzione migliore. In Nepal ce ne sono principalmente di due tipi: i motorini, e le macchine. 
Troverete, per completezza di informazione, anche i tuk-tuk, le jeep condivise, macchine private tipo taxi che costano molto di più dei taxi e gli autobus di varie grandezze, forme e colori (giuro).

Per prendere un taxi, prima di salire, chiedete quanto vi costerà la tratta da x a y. E poi contrattate. Cercate di chiedere un po’ in giro i prezzi per non farvi fregare, perché altrimenti vi fregheranno tutti. 
I taxi-motorini ve li sconsiglio. Hanno vari vantaggi, è vero, tra cui il prezzo più basso e l’agilità di movimento nel traffico, ma non avrete nessuna protezione. Nessuna! no casco, no giacca, no niente. E come se non bastasse vi riempirete i capelli di polvere, e non lo dico tanto per dire. Dovrete lavarli appena scesi. 

Se invece dovete muovervi senza fretta e vi piace adattarvi alla quotidianità dei nepalesi, vi consiglio i local bus. Sono fantastici, sporchi, rumorosi, coloratissimi, personalizzati e con musica nepalese a palla. Ripeto, solo se non avete fretta o volete proprio spendere pochissimo, sono la miglior scelta. 
L’unico problema è che non esistono vere e proprie fermate degli autobus, in quanto basta allungare il braccio prima che passi per far sì che si fermi. 

Curiosità: non esiste il controllore, perché c’è sempre un ragazzo che raccoglie i soldi del biglietto ad ogni passeggero, e sarà anche indispensabile all’autista per tutta la giornata lavorativa. Questa persona infatti è sempre in piedi appeso alla maniglia della porta del bus, mezzo dentro e mezzo fuori (sì, le porte dei bus non si chiudono quasi mai), urlando il nome della destinazione del bus e sbattendo con la mano due volte sulla lamiera esterna per dire di fermarsi e una volta per dire di ripartire. Quando invece il guidatore deve fare manovra, il ragazzo scende dal bus e comincia a fare dei fischi specifici che aiutano l’autista a muoversi col mezzo. Pazzesco, non trovate?

Nepal: considerazioni generali sul mio viaggio di 3 settimane

Concludo con alcuni accorgimenti che ho trovato fondamentali in Nepal ma che sono sempre validi per qualsiasi viaggio: 
Siate il più ecosostenibili possibili nella vostra routine. Ormai in qualsiasi erboristeria o persino supermercato troverete prodotti adatti, come lo spazzolino in bambù, shampoo e balsamo solidi, bagnoschiuma solido, detergente viso solido  ma anche borse di stoffa, spugna di luffa per lavarvi e così via.

Oltre ad essere meno impattanti sull’ambiente, sono comodissimi perché occupano meno spazio, non sono liquidi quindi non avrete problemi in aeroporto e durano molto di più dei normali prodotti. 

Vi consiglio, se non vi fidate e non sapete dove partire, di andare o dalla vostra erborista di fiducia o su Makeyougreener
Se utilizzate poi il codice GREENERGAIA10% avrete uno sconto del 10% su tutti i loro prodotti. 

Nota bene: vedrete sempre sul mio sito o sul mio profilo Instagram solo prodotti che ho testato e ritengo validi. Devono infatti essere davvero ecosostenibili e non fare greenwashing e ovviamente funzionare bene. 

Se conoscete altri prodotti validi, scrivetemelo 🙂 



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