Islanda – Di Reykjavik e malesseri

Islanda – Di Reykjavik e malesseri

Mi sentivo già a Reykjavik, e provare a rigirarmi nel letto non serviva a nulla, volevo solo partire.

Sveglia alle 4:00, zaino in spalla, e via! L’Islanda ci stava aspettando e io non avrei potuto essere più felice. 
Erano tre mesi che aspettavo di poterci ritornare e finalmente eccomi lì, in macchina con mia mamma alla guida, pronte per partire. 

Per l’andata abbiamo dovuto fare uno scalo di 5h a Londra Luton, che si è rivelato alla fine molto piacevole in quanto l’aeroporto in questione è davvero ben strutturato e attrezzato. Ha negozi di ogni genere e ristoranti con una vastissima scelta di cibo. 

Dopo avere mangiato una poke alle 8:30 del mattino come colazione (sì, non ci eravamo rese conto fosse ancora così presto), per perdere un po’ di tempo mi sono fiondata in una delle tante librerie dell’aeroporto. 

Per questioni di spazio non mi ero portata nessun libro ma avendo così tante ore di attesa, ho cercato qualcosa che mi ispirasse e … l’ho trovato! In realtà erano mesi che giravo intorno a Miti del nord di Neil Gaiman, ma dato che ho mille mila libri da leggere prima, avevo evitato di comprarlo e… va beh, ero stata brava fino ad oggi. 

Il signore della libreria tra l’altro, un sessantenne tutto grigio e simpatico, mi parla in italiano, sforzandosi molto, dicendo che “vi ho sentito parlare italiano”. Gli sorrido. 

Finita l’attesa e preso anche il secondo volo da Londra, atterriamo a Keflavik in perfetto orario. 

Vedere l’Islanda dall’alto già mi aveva emozionata, ma è stato ripercorrere le vie di Reykjavik e le strade che conosco che mi ha proprio commossa. 

L’unico problema è stato il freddo. Dopo aver camminato e dormito a 4000m in Nepal senza problemi, mi sono fatta sorprendere dal gelo qui in Islanda, in città. 
In foto: Hallgrimskirkja, chiesa luterana, nonché la più famosa della capitale.

Islanda - Di Reykjavik e malesseri

Era sera e il male al ginocchio che mi trascino dal trekking sull’Annapurna non mi dava tregua.

Dopo aver portato la mamma in giro per la capitale, decidiamo di prendere i monopattini elettrici a noleggio per tornare rapidamente e senza camminare fino alla guesthouse.
Non so se è stato solo il gelo o complice anche il mio stato emotivo debole del momento, ma mi ero completamente congelata. Sono stata MALISSIMO per 15 min buoni. Mi veniva da vomitare, non riuscivo bene a ragionare, e il male alle mani (pur con i guanti si erano ghiacciate!) era insopportabile. 

Per fortuna tanto quanto fa freddo fuori, tanto fa caldo negli hotel e le case in generale. Quindi come sono entrata in camera, mi sono fatta aiutare a spogliarmi perché ero completamente bloccata dal malessere e dal dolore, e mi sono sdraiata sul letto. 

È stata un’esperienza orrenda che non vi auguro. Tuttora non mi spiego come sia successo, perché non ero certo in pantaloncini e t-shirt. 

Quindi state attenti se venite in inverno o le previsioni danno basse temperature! Abbiate cura di vestirvi adeguatamente, specialmente se avete l’umore un po’ a pezzi. 

La guesthouse dove abbiamo alloggiato ve la consiglio tantissimo (Igdlo Guesthouse), offrono anche tè e caffè gratuiti. Tutto è pulitissimo, caldo e confortevole.

L’app My Aurora Forecast dava alte probabilità di vedere l’aurora boreale nella nostra posizione, ma purtroppo non siamo state così fortunate. Speriamo ancora nei prossimi giorni!

Ps. Se vi piace la cannella non potete non assaggiare dei dolcetti tipici chiamati Gifflar! Sono strepitosi! E uno tira l’altro… altro che ciliegie! 

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