Nepal – Considerazioni su 4 voli

Nepal – Considerazioni su 4 voli

Perchè il Nepal?

Negli ultimi mesi della mia vita ho affrontato diversi e dolorosi cambiamenti che mi avevano portato a uno stato di depressione da cui non riuscivo davvero a uscire.

Dopo aver lavorato tutta l’estate in Islanda e aver messo da parte un piccolo gruzzolo, avevo deciso di partire per un viaggio in compagnia. Quel progetto però è sfumato e a me era rimasta l’idea di andare altrove, di scoprire qualcosa di nuovo.
Dopo diverse settimane di clausura mi sono decisa. Mi meritavo un viaggio! avevo lavorato per quello e non importava se ci sarei dovuta andare da sola. Non sarebbe certo stato il mio primo solo-trip.

Due settimane prima di quella che è stata la data di partenza, ho prenotato il volo per il Nepal. Nella mia testa infatti -e avevo ragione- il Nepal mi avrebbe creato quello shock culturale necessario per staccare la testa dai miei problemi. In più l’idea di raggiungere il campo base di qualche 8000 mi donava un grande senso di pace. Immaginavo già di respirare aria gelida tra i colori delle bandierine tibetane (ormai anche naturalizzate nepalesi). E così, dopo lunghe ricerche per trovare un volo adatto, sono partita.

GIORNO I

Il primo giorno l’ho passato solo tra aeroporti e aerei. Ebbene sì, perché i 3 scali che ho dovuto fare mi hanno costretta a 21h di viaggio. MAI PIÙ. Ma è proprio sbagliando che si impara, no? Ora so che non ha senso, per risparmiare €100 o €200 come nel mio caso, fracassarsi le scatole in 4 voli diversi e quindi 3 scali.

Il mio percorso: Orio al Serio – Vienna / Vienna – Dammam Re Fahd (Arabia Saudita) / Dammam Re Fahd – Sharjah (Emirati Arabi) / Sharjah – Kathmandu

Primo volo filato liscio con Ryanair. Per il secondo volo con WizzAir invece non ho potuto fare il check in online ma al desk in aeroporto. Un piccola scocciatura ma niente di che. Per fortuna però non avevo il bagaglio da imbarcare ma solo il baglio a mano, ovvero l’adorato “Zaino trekking MH500 30L”, da Decathlon.

Dopo 5 ore di attesa a Vienna parto finalmente per il terzo volo, con AirArabia. Arrivata a Dammam cerco di capire dove andare, intuendo dopo pochissimo che saremmo stati tutti bloccati in una sala di attesa per circa due ore senza possibilità di fare nulla.

Come funziona l’aeroporto di Dammam?

Dopo una buona mezzora che sei seduto in sala d’attesa guardando altra gente ignara come te, un signore non esattamente gentile (sempre lui, l’ho trovato sia all’andata che al ritorno) urla il nome di vari aeroporti e destinazioni per sapere chi è arrivato da dove, e dove deve andare.
“Sharjah! Sharjah!!…. Sharjah!! Anyone from Sharjah?!”
E non te lo chiede una volta, ma innumerevoli volte, al punto che inizi a domandarti se non sia un replicante con qualche bug nel sistema neuronale.

Dopo aver ritirato i passaporti a tutti quelli provenienti dallo stesso volo, ci molla di nuovo per più di un’ora, in questa sala d’attesa dove non c’è nulla. Deserto dentro e fuori. Non un negozio, non un bar, non un distributore di cibo. Ce n’è solamente uno di bibite che puoi pagare solo con valuta locale. Bella fregatura

Ah, ovviamente la wifi non funziona a 9 persone su 10. Mi metto così a leggere cercando di far passare il tempo, ma tenendo sotto controllo l’ora. Dopo più di mezz’ora di attesa senza che nessuno ci dicesse niente, inizio ad agitarmi un po’. Il gate infatti avrebbe aperto da lì a breve, e del tipo nemmeno l’ombra. 

Ma ecco che dopo poco si ripresenta, flemmatico, con i nostri passaporti. A quel punto penso “finalmente posso andarmene da qui”. E INVECE NO. Perché inizia a urlare il nome di altre destinazioni e luoghi vari. Così altra gente speranzosa si avvicina al piccolo desk dietro il quale lui si trincera. Smista i passaporti, urla nomi di gente che non si capisce perché non rispondano. E finalmente ottengo il mio, con dentro il boarding pass. Ma ancora dobbiamo rimanere bloccati in quella sala, e il gate, secondo l’orario del biglietto, era già chiuso. “Ho perso il volo, ca**o”.

Io e il mio gruppetto “Sharjah” veniamo fatti spostare in un altra stanza, a pochi passi dalla sala d’attesa, per poi essere bloccati di nuovo altri 10 minuti, davanti alle scale mobili che portano al gate. Chiedo agitata informazioni, spiegando che mi stavano facendo perdere il volo. Un’altra signora sulla sessantina, tedesca, anche lei da sola chiede delucidazioni, e per tutta risposta il nostro omino si gira verso un ragazzo del gruppo, lui norvegese, dicendogli in inglese :“fai tacere queste donne”. Giuro che avrei voluto dargli una testata.

Decidono finalmente che possiamo salire queste maledette scale e… sì. Ci fermano di nuovo altri 5 minuti perché l’accesso è chiuso a chiave da una parete in vetro. Poche volte nella vita mi sono sentita così frustrata. Un altro tizio, il custode delle chiavi, arriva saltando le scale due a due, forse rendendosi conto che la loro brillante organizzazione stava facendo perdere il volo a tutti, e ci apre. Facciamo il controllo bagagli nell’ansia, mi aprono pure lo zaino dicendo che avevo delle forbici e che non erano ammesse.

Perdiamo ulteriore tempo nel constatare che erano mini forbisci da cucito e, per non saper né leggere né scrivere, la guardia decide di buttarmi via metà kit di cucito, ovvero forbicine, tutte le spille da balia, tutti gli aghi e gli spilli.

Ci tengo a sottolineare che questo kit ha attraversato innumerevoli controlli, dal Giappone alla Francia, dall’Uk all’Islanda, e NESSUNO ha mai rotto le palle. In fretta e furia rimetto via tutto, corro per vedere sul tabellone il numero del gate e… è tutto scritto in arabo. Dopo un minuto per fortuna c’è il cambio di lingua.

Corro più veloce di Usain Bolt al gate per poi scoprire che erano in ritardo pure loro e non avevano manco aperto. 

Tutto questo per dirvi: EVITATE lo scalo in Arabia Saudita (non il paese, solo lo scalo eh!). Creano solo problemi, frustrazione e ansie inutili. (Sì, al ritorno è stato uguale, tanto che a una ragazza è venuto un attacco di panico perché pensava di aver perso il volo e nessuno delle guardie le dava informazioni).

Il volo per fortuna però fila liscio e così anche il successivo. Dopo 21h, arrivo finalmente a Kathmandu.

Nepal - Considerazioni su 4 voli



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *