Andalusia: i panorami sorprendenti de El caminito del Rey

Andalusia: i panorami sorprendenti de El caminito del Rey

El caminito del Rey, un sentiero per godersi appieno l’andalusia.

Chiamarlo trekking mi sembra un tantino esagerato, infatti nonostante ovunque sia descritto proprio come un’escursione, dal mio punto di vista è talmente facile per chiunque che definirlo trekking è decisamente un po’ troppo. Il percorso infatti è lungo circa 3km, quasi tutto completamente in piano, senza nessun punto critico o difficoltà. Vi sono ogni tot scalini che portano ad abbassarsi di qualche metro ma davvero nulla di che. Non è consentito uscire dal percorso prestabilito perché per la maggior parte si cammina su un’unica passerella chiusa da cavi di acciaio che fungono da corrimano.

Quindi è proprio adatto a tutti? non esattamente.

L’ingresso non è consentito ai minori di 8 anni e purtroppo non è accessibile con sedia a rotelle, inoltre se soffri molto di vertigini te lo sconsiglio. Si raggiungono infatti punti panoramici molto alti e scenografici a più di 100m di altezza dal fiume che scorre sottostante.Andalusia: i panorami sorprendenti de El caminito del Rey

Come arrivarci? 

Ci sono due opzioni: o in treno da Malaga o in macchina
Io sono partita da Malaga con il primo treno dell 8:24 dalla stazione principale María Zambrano, riuscendo ad arrivare all’ingresso del Caminito solo alle 10:20 circa. Il treno ci mette tra i 38min e i 50 min a seconda di quale prendete. Lo potete prenotare qui. Il biglietto l’ho pagato €4,40.
La stazione dove scendere si chiama El Chorro. Da lì c’è un bus navetta che in 20 min circa vi porterà all’ingresso nord. Qui il biglietto è di €8,50 andata e ritorno.
Non è però finita qui!

Quando scenderete dal bus (troverete anche un punto di ristoro) dovrete camminare altri 30-40 min a seconda del vostro passo, per raggiungere l’effettivo punto di partenza del Caminito. 
Se invece arrivate in auto è molto più facile, potete infatti parcheggiare sia all’ingresso nord scegliendo di prendere il bus navetta alla fine per tornare al parcheggio, oppure andare direttamente all’uscita sud e prendere subito il bus che vi porti all’ingresso. 
Fate quindi molta attenzione agli orari se usate i mezzi pubblici. 

Il caminito va prenotato con largo anticipo, mi raccomando. In bassa stagione potete anche provare a rischiare di arrivare lì e comprare un biglietto sul posto, ma vi consiglio vivamente di scegliere il vostro orario di ingresso sul sito (qui), ed essere così sicuri di non farvi almeno due ore, tra mezzi pubblici e a piedi, per poi magari essere rispediti indietro.

Se prendete i mezzi pubblici, non scegliete gli orari del mattino presto perché non ce la farete mai ad arrivare in tempo. Prenotate quindi dalle 10 in poi. 

Essendo poi un sentiero davvero facile, suggestivo e ricco di storia, la visita guidata è molto meglio perché vi farà capirà cosa state osservando, il perché e il percome di certi luoghi, nomi, architetture e molto altro! Costa un po’ di più ovviamente ma ne vale davvero la pena. 

Indipendentemente poi dalla visita guidata o meno, all’ingresso vi verrà fornito un caschetto che dovrete indossare per tutto il tragitto. In più, se andate con la guida, vi verrà data una ricetrasmittente già impostata sul canale della guida che ripeterà tutto sia in spagnolo che in inglese.  

Quanto dura in totale il percorso?

Poco più di 2 ore, a seconda anche della vostra guida o se lo state facendo in solitaria (cosa molto ardua perché c’è sempre gente in ogni caso). 

Cosa portarsi?

Munitevi di scarpe da trekking, abbigliamento comodo anch’esso sportivo e, in base al meteo, un bel cappellino non guasta. Stessa cosa per la crema solare, che è direi indispensabile.
Non sarà possibile utilizzare invece i bastoncini da trekking perché la passerella, lungo quasi tutto il percorso, è fatta in assi di legno che sono distanziate le une dalle altre di qualche centimetro. 

Portatevi da bere e da mangiare se andate in orario di pranzo, oppure tenete duro perché appena finito il trekking, dopo pochi minuti a piedi si giunge a un parco molto bello dove si possono comprare ottimi panini e bevande fresche a poco prezzo! Ci sono anche alternative vegetariane come un delizioso sandwich con formaggio di capra e cipolle caramellate. 

Nei dintorni non c’è davvero niente, quindi scegliete bene i tempi del ritorno, altrimenti dovrete aspettare ore  seduti a un bar, (come la sottoscritta) che passi il primo treno di ritorno a Malaga. 

In che periodo è meglio andare?

L’Andalusia è una regione davvero bollente in estate, e fare un percorso sotto il sole cocente di luglio non mi pare la migliore delle idee. Certo è che se non avete altre ferie, non potete farci nulla, ma se c’è una possibilità di scelta, vi consiglio caldamente di andare verso marzo-aprile, non oltre. 

Andalusia: i panorami sorprendenti de El caminito del Rey



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